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lunedì 12 marzo 2012

I Salici ciechi e la Donna addormentata - Haruki Murakami 2006


Ventiquattro racconti che ci conducono verso il nucleo più profondo della poetica di Murakami, dove piccoli fatti, all'apparenza insignificanti, rivelano universi sconosciuti eppure stranamente, magicamente famigliari.

<<Murakami dimostra di avere un talento vigoroso e genuino. Nei casi migliori narra storie che si conficcano nel nostro cervello come schegge roventi e ci restano.>>
“The New York Review of Books”





NOTE A MARGINE


33
...una persona, qualunque cosa desideri, per quanto faccia, non potrà mai diventare altro che se stessa.
40
La morte di un giovane di ventotto anni è triste come la pioggia d'inverno.

RECENSIONE

Scritti e pubblicati in Giappone nell'arco di oltre un ventennio, i racconti che compongono questa raccolta ci offrono, nell'estrema varietà di ispirazione, lunghezza e stile che li caratterizza, un affascinante campionario delle tematiche e delle atmosfere che troviamo nei grandi romanzi di Murakami.
Dalla leggerezza di brevi episodi come Il tuffetto e Splendore e decadenza delle ciambelle a cono, condotti sul filo della comicità e dell'assurdo, passiamo alla nostalgica, eppure lucida rievocazione di ricordi autobiografici nel racconto Il folclore dei nostri tempi e in quello che da il titolo al volume I salici ciechi e la donna addormentata, entrambi basati sull'esperienza giovanile dei mitici anni Sessanta.
L'angoscia di scoprire sotto l'apparente trasporto verso qualcuno un senso di repulsione ispira Granchi, mentre I gatti antropofagi porta alla luce l'angoscia dell'uomo che per scelta ha dato alla sua vita una svolta irreversibile, rinunciando a tutto ciò che aveva creduto di amare. Altrove (Lo specchio, Storia di una zia povera, Nausea 1979, L'uomo di ghiaccio) troviamo l'irruzione del fantastico nella vita quotidiana – uno dei capisaldi della poetica di Murakami – mentre ne Il settimo uomo il tema dell'errore di gioventù che condiziona, e rovina, la vita intera di una persona, è introdotto da una di quelle visioni folgoranti con cui lo scrittore sa rappresentare l'orrore di una tragedia. La solitudine dell'individuo – altro leitmotiv murakamiano – è il sentimento che ispira Tony Takitani, La lucciola, Hanalei bai, mentre a chiudere la raccolta troviamo una di quelle storie assurde e ironiche, La scimmia di Shinagawa, con cui lo scrittore giapponese ama mettere in ridicolo l'autorità costituita e smantellare i luoghi comuni.

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