Eccoci al nostro secondo incontro.
In questo oltre a ribadire il concetto del matrimonio come vocazione e che diventando una sola carne non ci si sposa solo in Chiesa, ma nella Chiesa sposandosi nel signore, abbiamo approfondito il concetto di Matrimonio come Amore.
1. A SUA IMMAGINE
Il Matrimonio = Immagine dell'Amore di Dio
Dal libro della Genesi ( Genesi 1, 27)
" Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine sua lo creò; maschio e femmina li creò".
Ciò che rende l'uomo e la donna "ad immagine di Dio" non è l'aspetto esteriore, ma la capacità di amare. Accogliere l'altro o l'altra nel Sacramento del matrimonio significa dare visibilità a questo amore che già ci appartiene, che già - dalla Creazione - dimora in noi nei nostri cuori. Allora dobbiamo, giorno dopo giorno, purificare il nostro amore. Amare ad immagine di Dio.
2. DIO = AMORE
Il Matrimonio = Amore partecipato
Dalla prima lettera di San Giovanni Apostolo
"Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perchè l'amore è da Dio: chiunque ama è generato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non ha conosciuto Dio, perchè Dio è amore. In questo si è manifestato l'amore di Dio per noi: Dio ha mandato il suo unigenito Figlio nel mondo, perchè noi avessimo la vita per lui. In questo sta l'amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati."
L'Amore, per sua natura, ci porta sempre fuori di noi, verso l'altro. Così due persone che scoprono di amarsi sono attratte l'uno verso l'altra. Anche Dio, per amore è uscito "fuori di sè" e ci è venuto incontro nel suo Figlio Gesù. L'Amore smuove sempre. Guardando come ha amato Gesù eviteremo chiusure dovute ad amore egoistici.
3. TRE E' MEGLIO DI DUE
Il Matrimonio = Amore in azione
Dal libro del Qoelet
"Meglio essere in due che uno solo, perchè due hanno un miglior compenso nella fatica. Infatti, se vengono a cadere, l'uno rialza l'altro. Guai invece a chi è solo: se cade, non ha nessuno che lo rialzi. Inoltre, se due dormono insieme, si possono riscaldare; ma uno solo come fa a riscaldarsi? Se uno aggredisce, in due gli possono resistere e una corda a tre capi non si rompe tanto presto."
Il Matrimonio è la scelta posta da due innamorati come esito di un percorso nell'amore. Il Matrimonio "cristiano" è la scelta di due innamorati che partecipano all'Amore di Dio e fanno partecipare Dio del loro amore. Sposarsi in Chiesa è sposare il Signore e permettere che il nostro amore sia più forte e vero perchè "tre è meglio di due"!
L'AMORE PIU' GRANDE
Il Matrimonio non è qualcosa che appartiene agli sposi, ma a Dio, la vita dei due coniugi è nelle sue mani.
Allora accade che gli sposi possono trovarsi davanti ad imprevisti, difficoltà, scelte, che possono anche rivelarsi dolorose e comportare la perdita dei propri progetti, dei propri sogni. Altre volte il dolore, volontariamente o involontariamente, può venire proprio da chi meno te lo aspetti: dal coniuge, da un figlio, da un genitore...è questo il momento in cui ci viene chiesto un supplemento di amore.
Come fare? Anzitutto, quando possibile, aiuta quel tenere sempre "Gesù in mezzo" tra gli sposi, come promette il Vangelo: la presenza spirituale di Cristo tra coloro che si amano è luce nelle scelte, pace nelle trepidazioni, coraggio e speranza nelle difficoltà. Ma perchè ciò si realizzi i due sposi sono chiamati ad amarsi come Gesù ci ha amati: è questa la misura dell'amore perchè una famiglia dia unita con Gesù presente spiritualmente in mezzo ad essa. Gesù ci ha amati fino a dare la vita per noi, questo dunque è il limite con il quale dobbiamo amarci: essere pronti a dare la vita l'uno per l'altra, nelle piccole cose concrete di ogni giorno, pronti a perdere le proprie ragioni, le proprie idee, ad ascoltare, a comprendere, a perdonare, per il bene comune. Poi una certezza ci può aiutare: "Dio ci ama immensamente, Dio ci ama immensamente!" Gesù (che è Dio) dopo essersi fatto uno di noi e aver condiviso la nostra vita, dopo esser passato per le strade della Palestina insegnando e guarendo i malati, è morto in croce, solo, abbandonato da cielo e terra, per noi, per ognuno di noi, condividendo fino in fondo la nostra sorte. Egli aveva il Cielo: lo ha perso per noi facendosi uomo; aveva la Vita, la salute, gli amici, la fama e ha perso tutto per noi morendo in croce; gli restava la Madre, Maria, e ce l'ha donata dall'alto della croce. Gli restava solo il suo rapporto con il Padre e ci ha donato anche quello gridando dalla croce "Dio mio, Dio mio perchè mi hai abbandonato?" facendo così di noi altri figli di Dio e suoi fratelli...
Sì! Dio ci ama immensamente e noi dobbiamo fidarci di questo amore. Egli con la sua croce ed il suo "abbandono" ha dato un senso ad ogni nostro dolore. e' questo l'amore più grande ed anche noi, fidandoci del suo amore, possiamo vedere il suo volto in ogni dolore, amare Gesù in esso, dargli un senso, offrirlo e superarlo. Sei malato? Egli si è fatto malattia e morte sulla croce per amore di ognuno di noi. Ti senti tradito? Gesù si è lasciato tradire per amore nostro. Sei solo? Egli è stato abbandonato da tutti per amore nostro. Hai sbagliato? Gesù benchè innocente si è fatto trattare da peccatore per amore nostro. C'è un distacco? Egli ha provato per noi il più grande distacco che si possa immaginare quelllo tra Dio - Figlio che non sente più Dio - Padre...
Con il suo esempio, Egli ci ha fatto capire che il vero amore richiede di spostare se stessi, di vivere per l'altro, nelle piccolo cose quotidiane, fino a dare la vita. Il Suo amore ci interpella individualmente e ci chiama a una risposta d'amore. Partendo da questo amore, sicuri che siamo nel cuore del Padre, possiamo ripartire ogni volta, amando, sforzandosi continuamente di fare il bene dell'altro, facendo di ogni ostacolo un trampolino di lancio.
A presto ALi
PS. Tutto ciò che leggerete sul corso prematrimoniale non sono cose inventate da me o opinioni personali, ma è la copia esatta delle schede che ci hanno consegnato durante il nostro percorso.
<3 GRAZIE A CHIUNQUE PASSA E LASCIA UN SEGNO DI SE' <3
mercoledì 25 marzo 2015
domenica 1 marzo 2015
Il corso prematrimoniale - intro + 1°incontro
Eh già!! Pensavate di scamparlo ed invece vi tocca se vi sposate in chiesa!
Non crediate che sia una tortura o un covo di ciellini pronti ad additarvi o a imporvi le loro convinzioni, è solo un percorso che, comunque, fa riflettere sul significato del matrimonio e sul passo che state per compiere.
La nostra parrocchia ha organizzato 11 incontri di cui 4 con il Centro per la famiglia 1 ritiro spirituale e gli altri 6 con i sacerdoti e le coppie guida (nel nostro caso 5 coppie sposate e con figli che aiutano i futuri sposi ad affrontare il percorso prematrimoniale facendo da mediatori tra sacerdoti e sposi)
Partiamo dall'inizio: se vi volete sposare in chiesa dovete fare questo corso... dico che dovete per un semplice motivo, pare che il corso sia facoltativo ma a fine corso rilasciano un attestato che farà parte della documentazione necessaria per sposarsi... quindi se non fate il corso non avrete l'attestato che non vi permetterà di sposarvi...quindi non è facoltativo come ci vogliono far credere, è obbligatorio.
Noi al corso eravamo in circa 30 coppie, tutte piuttosto giovani e ovviamente tutte residenti nella nostra zona. Gli incontri con i sacerdoti si sono svolti in questo modo, una prima parte (dalle 20:45 alle 21:30) in cui il sacerdote introduceva l'argomento della serata a tutte le 30 coppie presenti e dava degli spunti di discussione che successivamente (dalle 21:30 alle 22:30) si sarebbero affrontati in separata sede, divisi in gruppi di 5/6 coppie con la rispettiva coppia guida.
1° incontro
Non è stato come ce lo immaginavamo! Abbiamo cominciato con il sacerdote (Don Giovanni) che ci ha spiegato come sarebbero funzionati gli incontri e presentandoci le coppie guida, poi ha fatto un semplice domanda ai mariti:
"Come mai siete venuti a fare il corso prematrimoniale?"
e dopo che ogni marito singolarmente ha dato la sua risposta è iniziata la serata.
Abbiamo per prima cosa letto un passo del Vangelo secondo Marco (capitolo 10) molto significativo, che ritroverete poi anche come possibile Vangelo per il vostro matrimonio in cui Gesù invita i suoi interlocutori a riscoprire la volontà originaria di Dio sul matrimonio.
Ed è proprio questo il percorso che deve fare ogni coppia, se vuole trovare il senso autentico della propria storia d'amore: nel progetto di Dio su di essa c'è il segreto della sua dignità e felicità. E Gesù, rimandando ai testi della Genesi, ci consegna la profonda visione del matrimonio che si condensa attorno alla concezione del matrimonio come "alleanza". Il vertice di questi riferimenti biblici che fonda anche l'indissolubilità del legame sponsale è la vocazione della coppia a diventare "una sola carne".
Se poi valorizziamo il contesto in cui l'insegnamento sul matrimonio è post, dobbiamo apprezzare come questo detto di Gesù sia inserito nel quadro del cammino verso Gerusalemme, con tante varie problematiche che discepoli e avversari gli sottopongono. Rispondendo a esse, Gesù delinea una figura della sequela del discepolo sulle orme del Maestro. Ebbene, la coppia vive il suo cammino discepolare precisamente assumendo fino in fondo il compito di costruire la realtà di una sola carne. Proprio perchè questo è un percorso, saranno necessarie le virtù del cammino: il coraggio, la pazienza e la perseveranza. Questo emerge dal fatto che il traguardo della sponsalità non è prefissato dalla coppia a se stessa, ma indicato dalla volontà promettente di Dio che, se comanda è sempre per assicurare il bene che rende sensato tale comando. E' bene che l'uomo non sia solo!
Precisiamo meglio il senso di quell'una sola carne, chiarendo il significato di tale unità, che non può riferirsi ad una semplice aggregazione di corpi fisici, bensì alla comunione profonda della relazione sponsale, quella che costituisce il corpo nuziale. Allora intendere l'unità in termini di relazione significa che i due non sono più pensati a prescindere l'uno dall'altra. Piuttosto la relazione sponsale, secondo il progetto di Dio, che la vuole come alleanza, esige che nulla resti escluso da essa.
L'essere una sola carne non riduce il matrimonio a un contratto garantito dal diritto statale. Se i due sono chiamati ad essere una sola carne, il partner non è proprietà dell'altro, ma la compagna o il compagno, che liberamente si incontrano ed elaborano insieme un progetto nuziale, cercando sinceramente la vocazione ricevuta da Dio.
Questo è stato il nostro primo incontro, il significato del matrimonio non vissuto solo come una scelta ma come una vocazione che rende l'amore della coppia unico e indissolubile.
A presto ALi
PS. Tutto ciò che leggerete sul corso prematrimoniale non sono cose inventate da me o opinioni personali, ma è la copia esatta delle schede che ci hanno consegnato durante il nostro percorso.
Non crediate che sia una tortura o un covo di ciellini pronti ad additarvi o a imporvi le loro convinzioni, è solo un percorso che, comunque, fa riflettere sul significato del matrimonio e sul passo che state per compiere.
La nostra parrocchia ha organizzato 11 incontri di cui 4 con il Centro per la famiglia 1 ritiro spirituale e gli altri 6 con i sacerdoti e le coppie guida (nel nostro caso 5 coppie sposate e con figli che aiutano i futuri sposi ad affrontare il percorso prematrimoniale facendo da mediatori tra sacerdoti e sposi)
Partiamo dall'inizio: se vi volete sposare in chiesa dovete fare questo corso... dico che dovete per un semplice motivo, pare che il corso sia facoltativo ma a fine corso rilasciano un attestato che farà parte della documentazione necessaria per sposarsi... quindi se non fate il corso non avrete l'attestato che non vi permetterà di sposarvi...quindi non è facoltativo come ci vogliono far credere, è obbligatorio.
Noi al corso eravamo in circa 30 coppie, tutte piuttosto giovani e ovviamente tutte residenti nella nostra zona. Gli incontri con i sacerdoti si sono svolti in questo modo, una prima parte (dalle 20:45 alle 21:30) in cui il sacerdote introduceva l'argomento della serata a tutte le 30 coppie presenti e dava degli spunti di discussione che successivamente (dalle 21:30 alle 22:30) si sarebbero affrontati in separata sede, divisi in gruppi di 5/6 coppie con la rispettiva coppia guida.
1° incontro
Non è stato come ce lo immaginavamo! Abbiamo cominciato con il sacerdote (Don Giovanni) che ci ha spiegato come sarebbero funzionati gli incontri e presentandoci le coppie guida, poi ha fatto un semplice domanda ai mariti:
"Come mai siete venuti a fare il corso prematrimoniale?"
e dopo che ogni marito singolarmente ha dato la sua risposta è iniziata la serata.
Abbiamo per prima cosa letto un passo del Vangelo secondo Marco (capitolo 10) molto significativo, che ritroverete poi anche come possibile Vangelo per il vostro matrimonio in cui Gesù invita i suoi interlocutori a riscoprire la volontà originaria di Dio sul matrimonio.
Ed è proprio questo il percorso che deve fare ogni coppia, se vuole trovare il senso autentico della propria storia d'amore: nel progetto di Dio su di essa c'è il segreto della sua dignità e felicità. E Gesù, rimandando ai testi della Genesi, ci consegna la profonda visione del matrimonio che si condensa attorno alla concezione del matrimonio come "alleanza". Il vertice di questi riferimenti biblici che fonda anche l'indissolubilità del legame sponsale è la vocazione della coppia a diventare "una sola carne".
Se poi valorizziamo il contesto in cui l'insegnamento sul matrimonio è post, dobbiamo apprezzare come questo detto di Gesù sia inserito nel quadro del cammino verso Gerusalemme, con tante varie problematiche che discepoli e avversari gli sottopongono. Rispondendo a esse, Gesù delinea una figura della sequela del discepolo sulle orme del Maestro. Ebbene, la coppia vive il suo cammino discepolare precisamente assumendo fino in fondo il compito di costruire la realtà di una sola carne. Proprio perchè questo è un percorso, saranno necessarie le virtù del cammino: il coraggio, la pazienza e la perseveranza. Questo emerge dal fatto che il traguardo della sponsalità non è prefissato dalla coppia a se stessa, ma indicato dalla volontà promettente di Dio che, se comanda è sempre per assicurare il bene che rende sensato tale comando. E' bene che l'uomo non sia solo!
Precisiamo meglio il senso di quell'una sola carne, chiarendo il significato di tale unità, che non può riferirsi ad una semplice aggregazione di corpi fisici, bensì alla comunione profonda della relazione sponsale, quella che costituisce il corpo nuziale. Allora intendere l'unità in termini di relazione significa che i due non sono più pensati a prescindere l'uno dall'altra. Piuttosto la relazione sponsale, secondo il progetto di Dio, che la vuole come alleanza, esige che nulla resti escluso da essa.
L'essere una sola carne non riduce il matrimonio a un contratto garantito dal diritto statale. Se i due sono chiamati ad essere una sola carne, il partner non è proprietà dell'altro, ma la compagna o il compagno, che liberamente si incontrano ed elaborano insieme un progetto nuziale, cercando sinceramente la vocazione ricevuta da Dio.
Questo è stato il nostro primo incontro, il significato del matrimonio non vissuto solo come una scelta ma come una vocazione che rende l'amore della coppia unico e indissolubile.
A presto ALi
PS. Tutto ciò che leggerete sul corso prematrimoniale non sono cose inventate da me o opinioni personali, ma è la copia esatta delle schede che ci hanno consegnato durante il nostro percorso.
venerdì 20 febbraio 2015
Black Cocktail - Jonathan Carroll
Jonathan Carroll torna a incantare i lettori con le sue surreali miscele di racconto fiabesco, realismo quotidiano e inquietudine ad alta tensione. A partire da "Mele bianche", passando per "I bambini di Pinsleepe" fino a "Zuppa di vetro" o al "Matrimonio dei fiammiferi", la scrittura limpida e raffinata di questo romanziere ci incatena alla sua magia. Il narratore di "Black Cocktail", Ingram York, ha perduto il proprio compagno nell'ultimo terremoto di Los Angeles. Nel corso dei vuoti giorni del lutto conosce Michael Bilia, uno strano personaggio che più di ogni altra cosa ama raccontare storie. Tra queste c'è il ricordo della propria infanzia, di quando da bambino veniva bersagliato dagli altri perché grasso, maldestro; e di quanto per lui abbia contato, allora, l'amicizia di Deix, il compagno preferito di Michael, il ragazzo più violento e attaccabrighe della scuola. Il ragazzo che ora è tornato per rivedere Michael. Il ragazzo che ha ancora quindici anni. A partire da questo incontro, una catena di bizzarri avvenimenti coinvolge Ingram in un crescendo di angoscia e di orrore. Fino a quando, osservando i palmi delle proprie mani, il protagonista scoprirà che le linee che li solcano non sono irripetibili e che la sua è un'identità moltiplicata, condivisa. Jonathan Carroll torna, con "Black Cocktail", ai suoi neri enigmi esistenziali, e al colpo d'ala di una scrittura e una sapienza narrativa senza pari.
NOTE A MARGINE
6 Ma la solitudine non fa prigionieri: o ti uccide o ti lascia andare.
25 Il segreto alla base della seduzione come della tortura sta nell'adeguarle alla vittima.
RECENSIONE
Purtroppo anche questo non è che proprio mi abbia fatto impazzire....anche se la trama è molto più lineare di altri e al tempo stesso intrigante. Bella è sicuramente l'idea delle 5 anime uguali che si devono cercare e trovare per essere realmente completi.
NOTE A MARGINE
6 Ma la solitudine non fa prigionieri: o ti uccide o ti lascia andare.
25 Il segreto alla base della seduzione come della tortura sta nell'adeguarle alla vittima.
RECENSIONE
Purtroppo anche questo non è che proprio mi abbia fatto impazzire....anche se la trama è molto più lineare di altri e al tempo stesso intrigante. Bella è sicuramente l'idea delle 5 anime uguali che si devono cercare e trovare per essere realmente completi.
mercoledì 11 febbraio 2015
Zuppa di vetro - Jonathan Carroll
Il mondo dei morti è costruito sui sogni e sugli incubi dei vivi. I polipi guidano gli autobus. Dio è un orso polare. E un'autostrada intasata porta direttamente all'inferno. Già una volta Vincent Ettrich e la sua ragazza Isabelle Neukor hanno compiuto un viaggio di andata e ritorno verso la morte. Ora Isabelle porta in grembo un bambino molto speciale, che un giorno potrebbe riordinare quel mosaico in continuo cambiamento che è la nostra realtà. A meno che gli agenti del Caos non riescano a riportarla nuovamente indietro al mondo dei morti, e lasciarla lì una volta per tutte... Il romanzo, seguito ideale di "Mele Bianche", è un romanzo visionario e al tempo stesso una storia d'amicizia.NOTE A MARGINE
58 Sei quel che porti con te
129 Ma a volte incontriamo certe persone nella nostra vita che per questione di istanti, di giorni, di pochi centimetri non diventano importanti come avrebbero potuto. In un altro luogo, in un altro momento, in un'altra condizione emotiva, saremmo caduti tra le loro braccia, accettando con piacere il loro invito, la loro sfida. Invece le incontriamo quando siamo insoddisfatti, oppure sono loro ad esserlo. LA scintilla che avrebbe potuto scoccare non scocca.
180 Il problema era che Simon Haden aveva una qualità che possiedono pochi uomini, una cosa talmente istintiva che chi ce l'ha non si rende conto di averla. Eppure è l'arma più micidiale del loro arsenale: sanno come farti sentire perfettamente a tuo agio. Per strada, a letto, a pranzo, mentre scopate, ridete, passeggiate o state facendo qualsiasi altra cosa. Puoi respirare tranquillamente quando sei con uno di loro. Non senti la necessità di darti delle arie o di raddrizzare le spalle o fingerti diversa. Sì, quell'uomo voleva infilarsi nelle tue mutande, questo è vero, però voleva anche entrare nella tua testa e passare un po' di tempo insieme a te. Lo sentivi, quand'eri con lui. Sentivi che quando stava con te non esisteva altro posto al mondo in cui avrebbe desiderato essere. Era sinceramente interessato a quello che dicevi e facevi.
RECENSIONE
Mah! Sono un po' perplessa....Per essere definito il seguito di Mele Bianche mi aspettavo un ulteriore sviluppo della storia di Vincent e Isabelle non un mischiarsi di altri personaggi e di altre storie e mondi sempre diversi per poi arrivare di nuovo ai nostri vecchi protagonisti e liquidarli in poche pagine.. non è che mi abbia fatto impazzire questo libro diciamo però che non è nemmeno da buttare.
mercoledì 28 gennaio 2015
Mele Bianche - Jonathan Carroll
Vincent Ettrich è a cena con la sua nuova ragazza, Coco, quando incontra Bruno Mann, un suo collega che non vedeva da tempo. In quel momento riceve una chiamata che lo mette al corrente della recente morte di Bruno. Vincent ha un tracollo: si trova davanti a un uomo morto? Improvvisamente si sveglia a letto con Coco. Era solamente un incubo. Accarezzandole i capelli, però, nota sul suo collo una strana macchia che non aveva mai visto prima. Avvicinandosi si rende conto che è un tatuaggio, un nome: BRUNO MANN. Benvenuti nel magico universo di Jonathan Carroll. Mele bianche è uno dei romanzi più singolari degli ultimi anni: surreale, comico, psichedelico, romantico, indimenticabile.
NOTE A MARGINE
28 "Alcune donne sono fatte per essere venerate, altre per essere scopate. Il problema degli uomini è di non saper distinguere le une dalle altre".
130 Perchè i fiori e le stelle hanno lo stesso profumo: profumano di speranza.
RECENSIONE
Vincent, il nostro protagonista, incontra un suo collega, Bruno Mann, mentre è a cena fuori con la sua nuova ragazza, Coco. C'è solo un piccolo particolare che Bruno Mann è morto! Da qui inizia il tutto... Vincent scopre che Coco ha un tatuaggio sul collo con il nome di Bruno che non aveva mai avuto, poi ricompare la sua ex ragazza dicendogli che è incinta di un bimbo che le parla e la protegge trasformandosi in qualunque cosa, in più scopre che Coco è non è solo una giovane donna, e che il suo compagno di stanza sul letto di morte gli salverà la vita...
Si arriva ad un certo punto dove tutto si mescola, dove la vita e la morte vanno di pari passo senza farci comprendere realmente chi è vivo e lotta per restarci e chi è morto e non sa come è tornato in vita.
NOTE A MARGINE
28 "Alcune donne sono fatte per essere venerate, altre per essere scopate. Il problema degli uomini è di non saper distinguere le une dalle altre".
130 Perchè i fiori e le stelle hanno lo stesso profumo: profumano di speranza.
RECENSIONE
Vincent, il nostro protagonista, incontra un suo collega, Bruno Mann, mentre è a cena fuori con la sua nuova ragazza, Coco. C'è solo un piccolo particolare che Bruno Mann è morto! Da qui inizia il tutto... Vincent scopre che Coco ha un tatuaggio sul collo con il nome di Bruno che non aveva mai avuto, poi ricompare la sua ex ragazza dicendogli che è incinta di un bimbo che le parla e la protegge trasformandosi in qualunque cosa, in più scopre che Coco è non è solo una giovane donna, e che il suo compagno di stanza sul letto di morte gli salverà la vita...
Si arriva ad un certo punto dove tutto si mescola, dove la vita e la morte vanno di pari passo senza farci comprendere realmente chi è vivo e lotta per restarci e chi è morto e non sa come è tornato in vita.
lunedì 19 gennaio 2015
Il mare di legno - Jonathan Carroll
Francis McCabe, capo della polizia della cittadina di Crane's View, è un uomo felice: ha un buon lavoro, una famiglia che gli vuole bene e una casetta meravigliosa. Il giorno che Antica Virtute - uno stranissimo cane a tre zampe- entra nel suo ufficio e casca a terra morto stecchito, tutto cambia. Francis cerca di seppellire il suo vecchio amico, ma questo non ne vuole sapere di rimanere sotterrato: il giorno dopo riappare nel bagagliaio di sua moglie,accompagnato da una misteriosa piuma dalla trama indecifrabile. Surreale,eccentrico, sempre in bilico tra vita e morte, realtà e sogno, divertimento e terrore, Carroll riesce a cucire tra le fibre del suo romanzo una metafisica e una filosofia che non permettono di ingabbiarlo in nessun genere preciso.NOTE A MARGINE
18 Ma in un matrimonio è necessario fare qualche
compromesso. La tua compagna ti da la longitudine, e tu le
dai la latitudine. In questo modo, se siete fortunati, riuscite a
disegnare la mappa di un mondo comune che entrambi siete
in grado di riconoscere e abitare comodamente
RECENSIONE
Bello bello bello! Un po' incasinato ma alla fine si riesce a trovare una via d'uscita in mezzo a tutto questo groviglio di fili.
Un romanzo in bilico tra la vita e la morte e tutte le altre vite del protagonista Frannie, con sbalzi temporali a cui si fatica a star dietro, sempre nuovi (vecchi) personaggi in agguato, un misto tra sogno e realtà.
Due domande e le loro risposte però sono fondamentali per riuscire a leggere questo libro:
Chi è realmente Antica Virtute?
Come si fa a remare su un mare di legno?
venerdì 9 gennaio 2015
Il matrimonio dei fiammiferi - Jonathan Carroll
Miranda Romanac vive a Manhattan, è una giovane donna di successo, affermata promotrice libraria. Superati i trent'anni, comincia anche per lei il tempo dei primi bilanci: si sente sola e persa, sensazione che cresce dopo una riunione con i vecchi compagni del liceo, occasione di una sconvolgente scoperta.
Quando incontra l'irresistibile Hugh Oakley, Miranda sente finalmente che è arrivata per lei la possibilità di essere felice. Il loro è un amore folle, che spinge Hugh a lasciare la sua famiglia. Insieme, decidono di trasferirsi in una casa di campagna sulle rive del fiume Hudson, ma proprio quando il sogno di una perfetta convivenza sembra potersi realizzare, e Miranda varca la porta della nuova casa, la speranza di una vita felice svanisce improvvisamente. È perseguitata da visioni sconvolgenti e terribili, fantasmi di altri tempi e altri luoghi, ricordi rimossi di un passato molto doloroso. Sarà solo l'inizio dell'odissea della protagonista, perché altri avvenimenti sono in agguato. Jonathan Carroll, in un crescendo di suspence, sembra divertirsi a terrorizzare il lettore, fino ad arrivare a un finale inaspettatamente ricco di speranza.
NOTE A MARGINE
RECENSIONE
Bello!! Come mi è piaciuto questo libro...! Finalmente una bella storia, particolare ovviamente, visionaria, onirica e un po' horror ma proprio una bella storia..
La storia che ci viene narrata è la storia di Miranda che arrivata a trent'anni deve decidere che fare della sua vita. Ciò che la fa pensare è una vecchia rimpatriata del liceo in cui rivede i suoi vecchi compagni, la sua super amica Zoe ma scopre anche che il ragazzo per cui aveva perso la testa diciottenne e con cui aveva parecchi rimpianti in arretrato è morto anni prima in un incidente d'auto.
Tutto il dolore provato per James (il ragazzo del liceo) si attenua appena nella vita di Miranda compare Hugh. All'inizio lei è la sua amante poi lui decide di fare una follia, lascia moglie e figli e decide di rifarsi una vita con lei. Così cambiano casa e.......
Da qui cominciano i guai per Miranda, vede persone morte, o mai esistite nella sua vita che però hanno tutti un qualcosa di familiare. Questi incubi ad occhi aperti la porteranno quasi alla pazzia, ma grazie a Frances, una vecchia signora, tutto si risolverà per il meglio.
Il finale mi ha fatto così tanta tenerezza dopo tutta quella morte, disperazione e suspence che non avrei immaginato di meglio.
Quando incontra l'irresistibile Hugh Oakley, Miranda sente finalmente che è arrivata per lei la possibilità di essere felice. Il loro è un amore folle, che spinge Hugh a lasciare la sua famiglia. Insieme, decidono di trasferirsi in una casa di campagna sulle rive del fiume Hudson, ma proprio quando il sogno di una perfetta convivenza sembra potersi realizzare, e Miranda varca la porta della nuova casa, la speranza di una vita felice svanisce improvvisamente. È perseguitata da visioni sconvolgenti e terribili, fantasmi di altri tempi e altri luoghi, ricordi rimossi di un passato molto doloroso. Sarà solo l'inizio dell'odissea della protagonista, perché altri avvenimenti sono in agguato. Jonathan Carroll, in un crescendo di suspence, sembra divertirsi a terrorizzare il lettore, fino ad arrivare a un finale inaspettatamente ricco di speranza.
NOTE A MARGINE
| 27 | Henry continuava a sfiorare Russell come si fa quando si è insieme da poco e si fanno ancora scintille stando vicini. Non ho mai capito se lo si fa più per rassicurare se stessi che quella persona così speciale è ancora lì, accanto a noi, o solo per la gioia di sapere che è abbastanza vicina da poterla toccare ogni volta che vogliamo. |
| 68 | "Ma tu vuoi amare o essere amata?" |
| 69 | é questo il bello dei ricordi: ti svegli la mattina e te li metti addosso come una goccia di acqua di colonia e il loro profumo ti accompagna per tutta la giornata. |
| 79 | Quando accade qualcosa di veramente importante nella tua vita, ovunque tu sia, trova un pezzetto di legno e scrivici sopra l'occasione e la data. Conservali tutti insieme, con cura. Non devono essere troppi: di tanto in tanto riguardali e separa gli eventi veramente importanti da quelli che non lo sono più. E' semplice. E gli altri buttali via. Quando sarai vecchio o malato o convinto che non ti resti più molto da vivere, mettili insieme e bruciali. Il matrimonio dei rami. |
| 210 | "Non voglio innamorarmi di te, potrei rimanere schiacciata dal peso di un simile ricordo:" |
| 237 | "Le donne sono le pietre per costruire la casa, gli uomini i ramoscelli per accendere il fuoco e riscaldarla." |
RECENSIONE
Bello!! Come mi è piaciuto questo libro...! Finalmente una bella storia, particolare ovviamente, visionaria, onirica e un po' horror ma proprio una bella storia..
La storia che ci viene narrata è la storia di Miranda che arrivata a trent'anni deve decidere che fare della sua vita. Ciò che la fa pensare è una vecchia rimpatriata del liceo in cui rivede i suoi vecchi compagni, la sua super amica Zoe ma scopre anche che il ragazzo per cui aveva perso la testa diciottenne e con cui aveva parecchi rimpianti in arretrato è morto anni prima in un incidente d'auto.
Tutto il dolore provato per James (il ragazzo del liceo) si attenua appena nella vita di Miranda compare Hugh. All'inizio lei è la sua amante poi lui decide di fare una follia, lascia moglie e figli e decide di rifarsi una vita con lei. Così cambiano casa e.......
Da qui cominciano i guai per Miranda, vede persone morte, o mai esistite nella sua vita che però hanno tutti un qualcosa di familiare. Questi incubi ad occhi aperti la porteranno quasi alla pazzia, ma grazie a Frances, una vecchia signora, tutto si risolverà per il meglio.
Il finale mi ha fatto così tanta tenerezza dopo tutta quella morte, disperazione e suspence che non avrei immaginato di meglio.
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