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venerdì 17 luglio 2026

Tortuga - Valerio Evangelisti

Tortuga, 1685. Mentre Luigi XIV ordina la normalizzazione dell'isola, tradizionale covo dei filibustieri dei Caraibi, un nostromo portoghese, Rogério de Campos, ex gesuita dal passato torbido, è catturato dal comandante pirata Lorencillo e arruolato a forza. Si trova a vivere tra gente sconcertante, dalla vita libera e indisciplinata e dalle imprevedibili esplosioni di crudeltà. Lentamente Rogério è conquistato dalle regole a volte fraterne, a volte feroci, di quella comunità singolare e, passato al servizio del cavaliere De Grammont, partecipa all'ultima grande avventura dei pirati della Tortuga: la presa, sanguinosissima, della città di Campeche, sulle coste messicane. Unica luce, in quella conquista infernale, l'amore del portoghese per una schiava africana. Dalla quale però anche il tetro De Grammont è attratto...
Fra abbordaggi, episodi di ferocia, momenti di cameratismo su vascelli sovraccarichi in cui il sangue si mescola al sudore, un pensiero tormenta Rogério: nel mar dei Caraibi si sta fondando una nuova società. Ma quale? La fine della Tortuga a cosa prelude?

 RECENSIONE

Il primo volume di una trilogia che non leggerò perchè capisco che è un libro che parla di pirati, della vita in mare, ma per me è troppo crudo e troppo politico.

I pirati dei "Fratelli della Costa" sono brutali, avidi, anche fraterni sotto certi aspetti ma rimangono selvaggi. 

In una recensione di questo libro ho letto la frase giusta che vi riporto: "E' un romanzo che puzza di polvere da sparo e sale marino, capace di smontare ogni mito romantico sui pirati per sostituirlo con una realtà molto più sporca e affascinante"

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