<3 GRAZIE A CHIUNQUE PASSA E LASCIA UN SEGNO DI SE' <3

mercoledì 13 maggio 2015

Il corso prematrimoniale - 4° incontro

Nel quarto incontro abbiamo iniziato a porre le basi per il rito e la celebrazione del matrimonio leggendo qualche esempio di Salmo e brani del Vangelo da poter utilizzare durante la messa.
Ovviamente sono stati citati i più comuni o i più utilizzati ma se su internet si cerca "nuovo rito del matrimonio" si trovano diversi pdf contenenti tutti i brani del Vangelo e tutti i Salmi utilizzabili sia sotto il periodo pasquale che non.

Una volta scelti i brani da inserire nella cerimonia, bisognerà anche scegliere le parole da utilizzare per la promessa matrimoniale. Nello stesso pdf scaricato per le letture ci sono tutte le formule che è possibile utilizzare.

Andando poi sul sito della Diocesi di Milano e cercando Libretti messa si potrà scaricare un programma che compilerà in automatico il vostro libretto, l'unica cosa che non vi farà scegliere sono le parole per il consenso e per la benedizione degli sposi, ma essendo un semplice documento word potrete sempre cancellarle e scrivere la formula che preferite.

Noi abbiamo scelto

PRIMA LETTURA: Dal Cantico dei Cantici (Ct 2,8-10.14.16a;8,6-7a)
SALMO RESPONSORIALE: Salmo 44
SECONDA LETTURA: Dalla prima lettera di San Paolo Apostolo ai Corinzi (1Cor 12,31b-14,1a)
VANGELO: Dal vangelo secondo Marco (Mc 10,1-12)


A presto ALi
PS. Tutto ciò che leggerete sul corso prematrimoniale non sono cose inventate da me o opinioni personali, ma è la copia esatta delle schede che ci hanno consegnato durante il nostro percorso.

domenica 19 aprile 2015

Il corso prematrimoniale - 3° incontro

Dopo aver parlato di Vocazione e di Fede è arrivato il momento di parlare del Sacramento del matrimonio.

IL SACRAMENTO NUZIALE

Ef 5: "E voi, mariti, amate le vostre mogli, come anche Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei, per renderla santa, purificandola con il lavacro dell'acqua mediante la parola, e per presentare a se stesso la Chiesa tutta gloriosa, senza macchia nè ruga o alcunchè di simile, ma santa e immacolata. Così anche i mariti hanno i doveri di amare le mogli come il proprio corpo: chi ama la propria moglie ama se stesso. Nessuno infatti ha mai odiato la propria carne, anzi la nutre e la cura, come anche Cristo da con la Chiesa, poichè siamo membra del suo corpo. Per questo l'uomo lascerà il padre e la madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una sola carne. Questo mistero è grande: io lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa! Così anche voi: ciascuno da parte sua ami la propria moglie come se stesso, e la moglie sia rispettosa verso il marito."

Al centro del testo sta dunque la relazione sponsale tra Cristo e la sua Chiesa. Nata dal mistero pasquale continuamente rinnovata da Cristo che le fa dono di se stesso per renderla santa, senza macchia e senza ruga e la nutre con la sua parola e il suo pane eucaristico, messa nella condizione di essere vera sposa di Cristo, cioè risposta alle sue attese. La vera sottomissione, o meglio subordinazione per essere fedeli al testo, sta nel lasciarsi amare da Cristo, mistero pasquale.

1. I sette sacramenti

I sacramenti sono il luogo nel quale la Chiesa è generata da Cristo e resa sposa di Cristo, ma sono anche il luogo nel quale Essa esprime davanti al mondo la sua fede in Cristo. I sacramenti non solo solamente gesti salvifici di Cristo, quasi fossero indipendenti dalle persone che li ricevono, ma sono doni di Cristo-Sposo alla sua Chiesa. Cristo stesso ha affidato questi doni alla sua Chiesa sposa, che celebrandoli e vivendoli compie una risposta feconda al suo sposo divino, per la salvezza del mondo.

2. Il sacramento nuziale

I sacramenti in generale e il matrimonio in particolare sono atti nei quali lo Sposo divino costituisce la Chiesa sposa, mediante il dono pasquale-eucaristico del suo Corpo, generandola, nutrendola, purificandola, santificandola nello spirito santo e coinvolgendola sponsalmente nella missione al suo seguito.
Sposarsi in chiesa è accogliere quel dono che diventa significato efficace per la coppia. Il sacramento nuziale degli sposi ha delle parole (Io accolgo te...) e una materia (l'amore reciproco). Quest'ultima riceve una trasformazione voluta e desiderata (nelle parole del consenso) e prodotta dallo spirito santo e sono il vincolo permanente e la grazia propria del sacramento delle nozze.

Il vincolo permanente

Il primo dono del matrimonio-sacramento è un legame particolare che rende gli sposi partecipi della nuzialità della stessa che unisce indissolubilmente Cristo e la Chiesa, costituendosi quale "garanzia" e "ragione" del dono stesso della grazie. "L'effetto primo e immediato" del sacramento è dunque il vincolo nuziale permanente, origine della comunione nuziale. Un vincolo realizzato una volta per sempre, come accadimento indistruttibile che fonda la relazione di amore degli sposi, iscrivendola nella continuità dell'amore del Figlio di Dio fatto Uomo e dell'amore crocifisso del Risorto, divenendo sorgente indistruttibile e sempre nuova della loro tenerezza nuziale. Tale è la roccia su cui si edifica la tenerezza nuziale e la possibilità di ri-innamorarsi ogni giorno, superando eventuali situazioni critiche o momentanei arresti.

La grazia del sacramento delle nozze come grazia trasfigurante

I due doni, vincolo e grazia, si richiamano a vicenda, anche se suppongono una specifica distinzione formale. Il primo dono non richiede, per sè, disposizioni particolari per essere attuato negli sposi, se non la validità dell'atto celebrativo; il secondo - come ogni sacramento ad eccezione del battesimo dei bambini e l'unzione degli infermi in alcuni casi - è ricevuto solo da coloro che non pongono ostacolo. Due sposi, ad esempio, possono celebrare validamente il loro matrimonio ed essere quindi consacrati per sempre con il vincolo nuziale, ma se sono in peccato mortale non ricevono la grazia, finchè non tolgano l'ostacolo ritornando alla grazia battesimale. Solo allora la grazia del sacramento nuziale rivivrà in loro e gli sposi potranno beneficiare delle grazie particolari connesse con il loro stato di vita. Il peccato tra gli sposi si insinua come deviazione della tenerezza, per farsi gelosia, ricatto, non rispetto, aggressività secondo lo stile della propria mascolinità o femminilità. L'esercizio del perdono soprattutto sacramentale consente di salvaguardare e incrementare l'amore degli sposi.
La grazia sacramentale del matrimonio-sacramento - una volta che non vi siano ostacoli che ne impediscano la recezione - rappresenta una grazia di consacrazione della relazione amante "io-tu" aperta al noi: una grazia che consacra l'uni-dualità maschile e femminile rendendola partecipe dell'uni-trinitarietà di Dio; con grazia che assume, dall'interno, la stessa relazione di amore dei due e la rende segno e partecipazione reale alla relazione amante Cristo- Chiesa. Ognuno dei due sposi, nell'atto sacramentale, è principio e termine del compiersi dell'evento nuziale del matrimonio: è principio dell'amore di Cristo che si dona alla Chiesa e termine dell'amore della Chiesa che accoglie Cristo e si lascia plasmare da Lui. In questo senso allora tra Sacramento.- Grazia - tenerezza si instaura un intreccio. Quale? Vediamo anzitutto i passaggi di questo intreccio per concludere con il suo senso o significato.

Reciprocità tra grazia nuziale e tenerezza degli sposi

I doni del sacramento delle nozze, vincolo permanente e grazia sacramentale, non possono essere compresi in termini giuridici, freddi o asettici. Nella misura stessa in cui il vincolo permanente trasforma la relazione di amore io-tu in sacramento e fonda l'unione consacrante soprannaturale dei due, e nella misura in cui la grazia nuziale trasforma interiormente la relazione di amore uomo-donna e la eleva a carità teologale, tra la grazia del sacramento delle nozze e la tenerezza degli sposi si pone un'intrinseca reciprocità e una vicendevole corrispondenza: da una parte è la grazia nuziale del sacramento che trasfigura la tenerezza degli sposi; dall'altra è la tenerezza degli sposi che attua il senso pieno della grazie del sacramento nuziale.

La grazia del sacramento come tenerezza

Soffio amante del Padre e del Figlio, lo Spirito è il "Maestro interiore" di questo cammino. E in effetti, non è possibile alcuna effettiva realizzazione del sacramento della coppia senza la forza dello Spirito Santo. E' lo Spirito Santo che fa sbocciare la carità sacerdotale dei mariti e la materna tenerezza delle mogli. Fonte costitutiva della Chiesa, la terza persona della Trinità è al tempo stesso sorgente inesauribile dell'affettività coniugale e forza redentrice che trasforma l'amore degli sposi in amore oblativo sul modello del Crocifisso.

La tenerezza come grazia del sacramento

La tenerezza degli sposi rappresenta il segno visibile e la via concreta della piena attuazione della grazia del sacramento nuziale. Tra le due dinamiche sussiste  una corrispondenza inseparabile, come tra anima e corpo: la grazia è l'anima, la tenerezza il corpo. Parimenti, se la grazia nuziale suppone la scelta della tenerezza amante degli sposi, essa non può pienamente realizzarsi senza grazia. Opportunamente il Nuovo Rito introduce lo scambio delle promesse nuziali la dizione: "Con la grazia di Cristo, prometto di", a sottolineare come i nubendi si impegnino l'un l'altro, si autoconsegnino con la totalità dei loro esseri, non confidando solo sulle proprie capacità, ma anzitutto sulla forza stessa che viene da Dio: la grazia battesimale  che li abilita a porre in essere un gesto sacramentale come gesto del Cristo-Sposo e della Chiesa-sua sposa, e la grazia sacramentale che il Kyrios stesso dispiega in loro favore e dispiegherà tutti i giorni della loro vita, se lo vorranno, e se opereranno per  realizzarne la valenza esistenziale.

Sacramentalità della tenerezza nuziale come polifonia di carezze

Il linguaggio in cui e grazie a cui la grazia della tenerezza si manifesta e si compie nella ferialità di vita degli sposi è il linguaggio delle carezze, un linguaggio che deve essere compreso bene, nel suo significato propriamente simbolico, oltre il dato solo materiale. La carezza è un messaggio di riconoscimento, ed è un atto fondamentale per potersi aprire all'unione dei cuori al perdono. Educarsi all'arte delle carezze è la via fondamentale per superare gli stati d'animo conflittuali che dividono o possono dividere gli sposi e ricreare un affetto in grado di rinascere di giorno in giorno. La "carezza" consente di superare le ferite che attanagliano e impediscono di guardare all'altro con benevolenza e perdono. Se sono ferito, ferirò a mia volta. E non basta, il linguaggio delle carezze - alla luce di quanto si è detto finora - non dev'essere inteso solo in un quadro antropologico, psico-pedagogico o  spirituale, ma teologico sacramentale.

La tenerezza di Dio nella tenerezza del coniuge

In forza dei doni soprannaturali (vincolo soprannaturale e grazia) che permeano in profondità la relazione amante degli sposi, la tenerezza tra gli sposi assume uno spessore propriamente sacramentale, facendosi forma decisiva e via per la costituzione della coppia come comunità della tenerezza di Dio- Trinità nella storia. Questo è anzitutto vero per la tenerezza degli sposi: in forza del sacramento celebrato e dell'essere "uno" nel Signore, il linguaggio delle carezze riveste tra loro un carattere di grazia che prolunga, manifesta e attua i doni stessi dei sacramenti, "indicandoli" nelle profondità della loro relazione di coppia e della quotidianità familiare. Non è un esagerazione teologica affermare che ogni carezza tra gli sposi rappresenta un'epifania della tenerezza di Cristo-Sposo per la Chiesa-Sposa e avvicina gli sposi all'Assoluto della tenerezza trinitaria. Ogni carezza nuziale è carica della carità stessa di Dio-Amore che ha uniti gli sposi.

La tenerezza nuziale: un linguaggio di eternità nel tempo

Il presupposto perchè tutto questo si realizzi risiede nel fatto che gli sposi siano consapevoli dei doni ricevuti, li facciano fruttificare in un'esperienza viva di tenerezza amante tra loro e la esprimano nel linguaggio delle carezze come linguaggio nasce dalla verità del cuore ed è vivificato dalla presenza dello Spirito. Quando le carezze sgorgano da questi sorgenti, includono in se stesse potenzialità di suscitare in coloro a cui sono rivolte uno sguardo di fiducia e di trasformarsi in grazia nel senso etimologico del termine: charis è "ciò che brilla"  e indica il fascino, la bellezza. Il termine grazia rimanda a grazioso e a gratuito, e suppone il senso di gratitudine per il dono divino offerto alla creatura umana. Le carezze tra gli sposi cristiani appartengono a questo ordine: manifestano l'estetica della grazia effusa su di loro, la sua bellezza radiosa e ene portano la gioia. In esse, è lo stesso Dio- Trinità che si dona. Come tali, le carezze nuziali sono un messaggio di eternità nel tempo: una lettere che l'infinito invia agli sposi per far loro la sua gioia trinitaria e incarnarla nel vissuto quotidiano.Le carezze degli sposi sono un segno della benedizione di Dio e un frammento di eternità nel tempo. Esse rappresentano la polifonia della tenerezza nuziale e il segno dei doni del sacramento. La gioia che gli sposi provano, con l'esperienza della tenerezza, oltre ad essere un dono per i figli conduce all'incontro riconoscente con l'Assoluto dell'Amore e li fa crescere nel "mistero grande" del sacramento.

Conclusione

Il significato e il valore di questo intreccio sta nella promessa che gli sposi intuiscono come possibilità di dare un senso pieno alla propria vita coniugale e un anticipo di una vita realizzata.


A presto ALi
PS. Tutto ciò che leggerete sul corso prematrimoniale non sono cose inventate da me o opinioni personali, ma è la copia esatta delle schede che ci hanno consegnato durante il nostro percorso.

giovedì 9 aprile 2015

Alice nel paese delle meraviglie e Attraverso lo specchio - Lewis Carroll

A oltre un secolo dalla sua pubblicazione, Alice, come romanzo e come personaggio, conserva ancora intatta tutta la sua freschezza, incantando non solo i più giovani ma anche gli adulti, che nel suo mondo meraviglioso scoprono un altro sé, pronto a sfidare ardui giochi linguistici, entusiasmanti trucchi psicologici, situazioni impossibili che mettono in discussione la realtà e svelano l'irresistibile fascino dell'assurdo. In un romanzo in cui la sospensione dell'incredulità è d'obbligo, il gusto del gioco non può essere dimenticato e va riscoperto con occhi che sappiano guardare al di là del consueto. Perché qui è l'essenza della vita, e forse tra i sogni segreti di tanti c'è proprio la tana di un coniglio bianco in cui perdersi, uno specchio al di là del quale riscoprire la bellezza della vita reale. È letteratura per ragazzi? È un libro da leggere punto e basta. 

NOTE A MARGINE

39          "Suvvia, non serve a nulla piangere così!", di disse Alice, bruscamente, "ti consiglio di smetterla subito!". In genere si dava degli ottimi consigli (anche se raramente li seguiva)

140        Senti la neve contro i vetri della finestra Kitty? Che suono morbido e dolce! Proprio come se qualcuno coprisse di baci i vetri dal di fuori.

RECENSIONE

Non so perchè non ho mai letto questo libro.... ma credo sia stato un errore non leggerlo da bambina.
Ovviamente se letto in lingua originale provocherebbe più sorrisi di quanto possa fare la traduzione in cui si perdono i veri giochi di parole scelti dall'autore ma ci si può benissimamente accontentare.
Alcuni punti non mi sono stati chiari da subito e altri rimangono comunque un mistero irrisolto, ma forse è proprio volontà dell'autore rimanere ambiguo e sul vago senza far ben comprendere dove si vuole andare a parare o forse è solo che essendo un libro "per bambini" da adulti siamo troppo "corrotti" per capire ciò che ad un bambino invece risulterebbe molto più chiaro.. senza dover dare spiegazioni logiche a tutto.
Il cartone animato di Walt Disney secondo me racchiude tutta la magia del libro, semplificato e razionalizzato. 

mercoledì 25 marzo 2015

Il corso prematrimoniale - 2° incontro

Eccoci al nostro secondo incontro.
In questo oltre a ribadire il concetto del matrimonio come vocazione e che diventando una sola carne non ci si sposa solo in Chiesa, ma nella Chiesa sposandosi nel signore, abbiamo approfondito il concetto di Matrimonio come Amore.


1. A SUA IMMAGINE

Il Matrimonio = Immagine dell'Amore di Dio

Dal libro della Genesi ( Genesi 1, 27)
" Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine sua lo creò; maschio e femmina li creò".

Ciò che rende l'uomo e la donna "ad immagine di Dio" non è l'aspetto esteriore, ma la capacità di amare. Accogliere l'altro o l'altra nel Sacramento del matrimonio significa dare visibilità a questo amore che già ci appartiene, che già - dalla Creazione - dimora in noi nei nostri cuori. Allora dobbiamo, giorno dopo giorno, purificare il nostro amore. Amare ad immagine di Dio.


2. DIO = AMORE

Il Matrimonio = Amore partecipato

Dalla prima lettera di San Giovanni Apostolo
"Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perchè l'amore è da Dio: chiunque ama è generato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non ha conosciuto Dio, perchè Dio è amore. In questo si è manifestato l'amore di Dio per noi: Dio ha mandato il suo unigenito Figlio nel mondo, perchè noi avessimo la vita per lui. In questo sta l'amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati."

L'Amore, per sua natura, ci porta sempre fuori di noi, verso l'altro. Così due persone che scoprono di amarsi sono attratte l'uno verso l'altra. Anche Dio, per amore è uscito "fuori di sè" e ci è venuto incontro nel suo Figlio Gesù. L'Amore smuove sempre. Guardando come ha amato Gesù eviteremo chiusure dovute ad amore egoistici.


3. TRE E' MEGLIO DI DUE

Il Matrimonio = Amore in azione

Dal libro del Qoelet
"Meglio essere in due che uno solo, perchè due hanno un miglior compenso nella fatica. Infatti, se vengono a cadere, l'uno rialza l'altro. Guai invece a chi è solo: se cade, non ha nessuno che lo rialzi. Inoltre, se due dormono insieme, si possono riscaldare; ma uno solo come fa a riscaldarsi? Se uno aggredisce, in due gli possono resistere e una corda a tre capi non si rompe tanto presto."

Il Matrimonio è la scelta posta da due innamorati come esito di un percorso nell'amore. Il Matrimonio "cristiano" è la scelta di due innamorati che partecipano all'Amore di Dio e fanno partecipare Dio del loro amore. Sposarsi in Chiesa è sposare il Signore e permettere che il nostro amore sia più forte e vero perchè "tre è meglio di due"!


L'AMORE PIU' GRANDE

Il Matrimonio non è qualcosa che appartiene agli sposi, ma a Dio, la vita dei due coniugi è nelle sue mani. 
Allora accade che gli sposi possono trovarsi davanti ad imprevisti, difficoltà, scelte, che possono anche rivelarsi dolorose e comportare la perdita dei propri progetti, dei propri sogni. Altre volte il dolore, volontariamente o involontariamente, può venire proprio da chi meno te lo aspetti: dal coniuge, da un figlio, da un genitore...è questo il momento in cui ci viene chiesto un supplemento di amore. 
Come fare? Anzitutto, quando possibile, aiuta quel tenere sempre "Gesù in mezzo" tra gli sposi, come promette il Vangelo: la presenza spirituale di Cristo tra coloro che si amano è luce nelle scelte, pace nelle trepidazioni, coraggio e speranza nelle difficoltà. Ma perchè ciò si realizzi i due sposi sono chiamati ad amarsi come Gesù ci ha amati: è questa la misura dell'amore perchè una famiglia dia unita con Gesù presente spiritualmente in mezzo ad essa. Gesù ci ha amati fino a dare la vita per noi, questo dunque è il limite con il quale dobbiamo amarci: essere pronti a dare la vita l'uno per l'altra, nelle piccole cose concrete di ogni giorno, pronti a perdere le proprie ragioni, le proprie idee, ad ascoltare, a comprendere, a perdonare, per il bene comune. Poi una certezza ci può aiutare: "Dio ci ama immensamente, Dio ci ama immensamente!" Gesù (che è Dio) dopo essersi fatto uno di noi e aver condiviso la nostra vita, dopo esser passato per le strade della Palestina insegnando e guarendo i malati, è morto in croce, solo, abbandonato da cielo e terra, per noi, per ognuno di noi, condividendo fino in fondo la nostra sorte. Egli aveva il Cielo: lo ha perso per noi facendosi uomo; aveva la Vita, la salute, gli amici, la fama e ha perso tutto per noi morendo in croce; gli restava la Madre, Maria, e ce l'ha donata dall'alto della croce. Gli restava solo il suo rapporto con il Padre e ci ha donato anche quello gridando dalla croce "Dio mio, Dio mio perchè mi hai abbandonato?" facendo così di noi altri figli di Dio e suoi fratelli...
Sì! Dio ci ama immensamente e noi dobbiamo fidarci di questo amore. Egli con la sua croce ed il suo "abbandono" ha dato un senso ad ogni nostro dolore. e' questo l'amore più grande ed anche noi, fidandoci del suo amore, possiamo vedere il suo volto in ogni dolore, amare Gesù in esso, dargli un senso, offrirlo e superarlo. Sei malato? Egli si è fatto malattia e morte sulla croce per amore di ognuno di noi. Ti senti tradito?  Gesù si è lasciato tradire per amore nostro. Sei solo? Egli è stato abbandonato da tutti per amore nostro. Hai sbagliato? Gesù benchè innocente si è fatto trattare da peccatore per amore nostro. C'è un distacco? Egli ha provato per noi il più grande distacco che si possa immaginare quelllo tra Dio - Figlio che non sente più Dio - Padre...
Con il suo esempio, Egli ci ha fatto capire che il vero amore richiede di spostare se stessi, di vivere per l'altro, nelle piccolo cose quotidiane, fino a dare la vita. Il Suo amore ci interpella individualmente e ci chiama a una risposta d'amore. Partendo da questo amore, sicuri che siamo nel cuore del Padre, possiamo ripartire ogni volta, amando, sforzandosi continuamente di fare il bene dell'altro, facendo di ogni ostacolo un trampolino di lancio.



A presto ALi
PS. Tutto ciò che leggerete sul corso prematrimoniale non sono cose inventate da me o opinioni personali, ma è la copia esatta delle schede che ci hanno consegnato durante il nostro percorso. 

domenica 1 marzo 2015

Il corso prematrimoniale - intro + 1°incontro

Eh già!! Pensavate di scamparlo ed invece vi tocca se vi sposate in chiesa!
Non crediate che sia una tortura o un covo di ciellini pronti ad additarvi o a imporvi le loro convinzioni, è solo un percorso che, comunque, fa riflettere sul significato del matrimonio e sul passo che state per compiere.

La nostra parrocchia ha organizzato 11 incontri di cui 4 con il Centro per la famiglia 1 ritiro spirituale e gli altri 6 con i sacerdoti e le coppie guida (nel nostro caso 5 coppie sposate e con figli che aiutano i futuri sposi ad affrontare il percorso prematrimoniale facendo da mediatori tra sacerdoti e sposi)

Partiamo dall'inizio: se vi volete sposare in chiesa dovete fare questo corso... dico che dovete per un semplice motivo, pare che il corso sia facoltativo ma a fine corso rilasciano un attestato che farà parte della documentazione necessaria per sposarsi... quindi se non fate il corso non avrete l'attestato che non vi permetterà di sposarvi...quindi non è facoltativo come ci vogliono far credere, è obbligatorio.

Noi al corso eravamo in circa 30 coppie, tutte piuttosto giovani e ovviamente tutte residenti nella nostra zona. Gli incontri con i sacerdoti si sono svolti in questo modo, una prima parte (dalle 20:45 alle 21:30) in cui il sacerdote introduceva l'argomento della serata a tutte le 30 coppie presenti e dava degli spunti di discussione che successivamente (dalle 21:30 alle 22:30) si sarebbero affrontati in separata sede, divisi in gruppi di 5/6 coppie con la rispettiva coppia guida.

1° incontro

Non è stato come ce lo immaginavamo! Abbiamo cominciato con il sacerdote (Don Giovanni) che ci ha spiegato come sarebbero funzionati gli incontri e presentandoci le coppie guida, poi ha fatto un semplice domanda ai mariti:
"Come mai siete venuti a fare il corso prematrimoniale?"
e dopo che ogni marito singolarmente ha dato la sua risposta è iniziata la serata.

Abbiamo per prima cosa letto un passo del Vangelo secondo Marco (capitolo 10) molto significativo, che ritroverete poi anche come possibile Vangelo per il vostro matrimonio in cui Gesù invita i suoi interlocutori a riscoprire la volontà originaria di Dio sul matrimonio.
Ed è proprio questo il percorso che deve fare ogni coppia, se vuole trovare il senso autentico della propria storia d'amore: nel progetto di Dio su di essa c'è il segreto della sua dignità e felicità. E Gesù, rimandando ai testi della Genesi, ci consegna la profonda visione del matrimonio che si condensa attorno alla concezione del matrimonio come "alleanza". Il vertice di questi riferimenti biblici che fonda anche l'indissolubilità del legame sponsale è la vocazione della coppia a diventare "una sola carne". 
Se poi valorizziamo il contesto in cui l'insegnamento sul matrimonio è post, dobbiamo apprezzare come questo detto di Gesù sia inserito nel quadro del cammino verso Gerusalemme, con tante varie problematiche che discepoli e avversari gli sottopongono. Rispondendo a esse, Gesù delinea una figura della sequela del discepolo sulle orme del Maestro. Ebbene, la coppia vive il suo cammino discepolare precisamente assumendo fino in fondo il compito di costruire la realtà di una sola carne. Proprio perchè questo è un percorso, saranno necessarie le virtù del cammino: il coraggio, la pazienza e la perseveranza. Questo emerge dal fatto che il traguardo della sponsalità non è prefissato dalla coppia a se stessa, ma indicato dalla volontà promettente di Dio che, se comanda è sempre per assicurare il bene che rende sensato tale comando. E' bene che l'uomo non sia solo!
Precisiamo meglio il senso di quell'una sola carne, chiarendo il significato di tale unità, che non può riferirsi ad una semplice aggregazione di corpi fisici, bensì alla comunione profonda della relazione sponsale, quella che costituisce il corpo nuziale. Allora intendere l'unità in termini di relazione significa che i due non sono più pensati a prescindere l'uno dall'altra. Piuttosto la relazione sponsale, secondo il progetto di Dio, che la vuole come alleanza, esige che nulla resti escluso da essa.
L'essere una sola carne non riduce il matrimonio a un contratto garantito dal diritto statale. Se i due sono chiamati ad essere una sola carne, il partner non è proprietà dell'altro, ma la compagna o il compagno, che liberamente si incontrano ed elaborano insieme un progetto nuziale, cercando sinceramente la vocazione ricevuta da Dio.

Questo è stato il nostro primo incontro, il significato del matrimonio non vissuto solo come una scelta ma come una vocazione che rende l'amore della coppia unico e indissolubile.

A presto ALi
PS. Tutto ciò che leggerete sul corso prematrimoniale non sono cose inventate da me o opinioni personali, ma è la copia esatta delle schede che ci hanno consegnato durante il nostro percorso. 

venerdì 20 febbraio 2015

Black Cocktail - Jonathan Carroll

Jonathan Carroll torna a incantare i lettori con le sue surreali miscele di racconto fiabesco, realismo quotidiano e inquietudine ad alta tensione. A partire da "Mele bianche", passando per "I bambini di Pinsleepe" fino a "Zuppa di vetro" o al "Matrimonio dei fiammiferi", la scrittura limpida e raffinata di questo romanziere ci incatena alla sua magia. Il narratore di "Black Cocktail", Ingram York, ha perduto il proprio compagno nell'ultimo terremoto di Los Angeles. Nel corso dei vuoti giorni del lutto conosce Michael Bilia, uno strano personaggio che più di ogni altra cosa ama raccontare storie. Tra queste c'è il ricordo della propria infanzia, di quando da bambino veniva bersagliato dagli altri perché grasso, maldestro; e di quanto per lui abbia contato, allora, l'amicizia di Deix, il compagno preferito di Michael, il ragazzo più violento e attaccabrighe della scuola. Il ragazzo che ora è tornato per rivedere Michael. Il ragazzo che ha ancora quindici anni. A partire da questo incontro, una catena di bizzarri avvenimenti coinvolge Ingram in un crescendo di angoscia e di orrore. Fino a quando, osservando i palmi delle proprie mani, il protagonista scoprirà che le linee che li solcano non sono irripetibili e che la sua è un'identità moltiplicata, condivisa. Jonathan Carroll torna, con "Black Cocktail", ai suoi neri enigmi esistenziali, e al colpo d'ala di una scrittura e una sapienza narrativa senza pari.

NOTE A MARGINE


6          Ma la solitudine non fa prigionieri: o ti uccide o ti lascia andare.


25         Il segreto alla base della seduzione come della tortura sta nell'adeguarle alla vittima.


RECENSIONE


Purtroppo anche questo non è che proprio mi abbia fatto impazzire....anche se la trama è molto più lineare di altri e al tempo stesso intrigante. Bella è sicuramente l'idea delle 5 anime uguali che si devono cercare e trovare per essere realmente completi.

mercoledì 11 febbraio 2015

Zuppa di vetro - Jonathan Carroll

Il mondo dei morti è costruito sui sogni e sugli incubi dei vivi. I polipi guidano gli autobus. Dio è un orso polare. E un'autostrada intasata porta direttamente all'inferno. Già una volta Vincent Ettrich e la sua ragazza Isabelle Neukor hanno compiuto un viaggio di andata e ritorno verso la morte. Ora Isabelle porta in grembo un bambino molto speciale, che un giorno potrebbe riordinare quel mosaico in continuo cambiamento che è la nostra realtà. A meno che gli agenti del Caos non riescano a riportarla nuovamente indietro al mondo dei morti, e lasciarla lì una volta per tutte... Il romanzo, seguito ideale di "Mele Bianche", è un romanzo visionario e al tempo stesso una storia d'amicizia.

NOTE A MARGINE

58          Sei quel che porti con te

129         Ma a volte incontriamo certe persone nella nostra vita che per questione di istanti, di giorni, di pochi centimetri non diventano importanti come avrebbero potuto. In un altro luogo, in un altro momento, in un'altra condizione emotiva, saremmo caduti tra le loro braccia, accettando con piacere il loro invito, la loro sfida. Invece le incontriamo quando siamo insoddisfatti, oppure sono loro ad esserlo. LA scintilla che avrebbe potuto scoccare non scocca.

180          Il problema era che Simon Haden aveva una qualità che possiedono pochi uomini, una cosa talmente istintiva che chi ce l'ha non si rende conto di averla. Eppure è l'arma più micidiale del loro arsenale: sanno come farti sentire perfettamente a tuo agio. Per strada, a letto, a pranzo, mentre scopate, ridete, passeggiate o state facendo qualsiasi altra cosa. Puoi respirare tranquillamente quando sei con uno di loro. Non senti la necessità di darti delle arie o di raddrizzare le spalle o fingerti diversa. Sì, quell'uomo voleva infilarsi nelle tue mutande, questo è vero, però voleva anche entrare nella tua testa e passare un po' di tempo insieme a te. Lo sentivi, quand'eri con lui. Sentivi che quando stava con te non esisteva altro posto al mondo in cui avrebbe desiderato essere. Era sinceramente interessato a quello che dicevi e facevi.

RECENSIONE

Mah! Sono un po' perplessa....Per essere definito il seguito di Mele Bianche mi aspettavo un ulteriore sviluppo della storia di Vincent e Isabelle non un mischiarsi di altri personaggi e di altre storie e mondi sempre diversi per poi arrivare di nuovo ai nostri vecchi protagonisti e liquidarli in poche pagine.. non è che mi abbia fatto impazzire questo libro diciamo però che non è nemmeno da buttare.